Archivi autore: Lucia Berdini

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c’è un luogo che non è né dentro né fuori di noi Quando parliamo di gioco, di solito pensiamo a un’attività: un fare.Un gesto spontaneo, un momento di svago, qualcosa che “si aggiunge” alla vita seria. Per Donald W. Winnicott, pediatra e psicoanalista britannico, il gioco è prima di tutto un luogo.Un’area psichica specifica in cui diventiamo capaci di stare al mondo. Non un dettaglio marginale dello sviluppo, ma una condizione ontologica: qualcosa che riguarda il modo stesso in cui esistiamo. In questo articolo voglio esplorare quello che Winnicott chiama spazio di transizione, usando anche la rilettura che ne fa Henry Sussman in Playful Intelligence (2014). c’è un luogo che non è né dentro né fuori di noi Winnicott ci invita a immaginare uno spazio che non appartiene del tutto alla fantasia, ma non è ancora la realtà così come la conosciamo. È una terra di mezzo, un luogo sospeso…

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Playful people

Questo articolo si concentra sulla giocosità non come episodio isolato, ma come una qualità stabile della nostra personalità.

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Il 12 e 13 Ottobre, a Bologna, puoi diventare professionista della Risata e condurre sessioni in scuole, aziende, associazioni e aprire il tuo Club della Risata.

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Qual è il posto migliore per fare il pieno di ossitocina e sperimentare i suoi benefici trasformativi?

Soma: Esplora il Contatto è un evento unico che ti invita a scoprire i benefici trasformativi del contatto umano. Attraverso esperienze immersive e attività guidate, esplorerai il potere del tocco, della connessione e della presenza per promuovere il benessere fisico, emotivo e sociale.

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Designer(1)

Quando un insegnante usa il gioco nella propria pedagogia nutre competenze cruciali come il pensiero divergente e la risoluzione creativa dei problemi, legate a una forte autostima creativa. Flessibili e aperti a nuove esperienze, evitano di rimanere ancorati a pratiche didattiche obsolete, favorendo l’apprendimento e il benessere generale.

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Designer(2)

I giochi sul lettone sono i nostri preferiti, da Noa quando ha circa 4 anni, e  ci dedichiamo almeno un paio di sedute a settimana. Oggi riflettevo sul fatto che questi giochi negli anni sono cambiati e, nell’alambicco del gioco, abbiamo distillato tre dei suoi preferiti.

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Designer(3)

Oggi sono davvero felice di condividere con voi un gioco che si può giocare da 2 a N persone e si gioca in simultanea e a turni, con l’obiettivo di dire la stessa parola nello stesso momento. Lo avevo scoperto grazie a un mio amico ai tempi dell’università e da allora lo conosco come “Convergenza“, anche se Bernie de Koven lo chiama “Sincretismo” e altri “1-2-3”

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Designer(4)

Con l’umorismo possiamo smorzare una tensione, e la risata che ne consegue può far funzionare meglio diaframma polmoni e cervello e creare una potente connessione in pochi secondi. Sono molti i benefici che può portare *MA* Se e quando viene impugnato male l’umorismo può essere anche uno strumento di sottile violenza, tanto più insidioso perché quasi invisibile.

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Designer(5)

Sappiamo da tutte le ricerche che il gioco è fondamentale per lo sviluppo delle capacità fisiche, emotive, sociali e cognitive nei bambini ed è essenziale per tutta la vita. Ma, in questo mondo che corre sempre più velocemente, i tassi di deprivazione del gioco stanno tristemente aumentando.

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State per leggere una storia semplice e di impatto, che racconta quanto sia semplice rendere più giocose e umane le dinamiche di ricompensa e riconoscimento nelle culture aziendali.

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